Veloce come il Vento
“Veloce come il vento” non è mica roba nostra. Il regista dice di chiamarsi Matteo Rovere ma è sicuramente lo pseudonimo di Matthew Durmast.
Anche il protagonista ricorda Stefano Accorsi ma si tratta (ne sono quasi certo) di un sosia australiano.
Troppo ritmo, troppo asciutto, essenziale ed emozionante per essere un film italiano.
Il tema noto dell’ex campione maledetto che si riscatta viene sviluppato con una metrica innovativa attraverso regia e montaggio incalzanti, quasi pubblicitari, ma solo quando serve.
Colonna sonora sartoriale e di grande efficacia.
Leva il fiato ed emoziona.
Il sosia di Stefano Accorsi è semplicemente perfetto.
Interpreta Loris un ex-uomo a tutti gli effetti, piu’ tossico del più tossico dei tossici, pesa 12kg in meno del vero Accorsi e ha la pelle di un cobra.
La sorella di Loris è interpretata da una esordiente Matilda De Angelis, una giovanissima bolognese che va fortissimo in pista e credo ci andrá anche nella vita professionale, dopo questa interpretazione.
Tutti tagliano le curve e vanno a palla in questo film che ritrae una provincia cattiva ed incattivita.
Nessuna retorica e niente messaggi in questo film dove la vita non vive al di fuori di una pista.
Si esce con un alto tasso di adrenalina. Suggerimento per i suggestionabili: tornate con i mezzi pubblici, la tentazione di dare più gas potrebbe prendere il sopravvento.
Non perdetelo.
Vi aspetto all’Anteo.