IL CONDOMINIO DEI CUORI INFRANTI
Un condominio dove i cuori infranti non lo sono più di tanto.
Il film di Samuel Benchetrit spiazza e sorprende per la sua forza espressiva e per le storie surreali che contiene.
Arrivano inaspettate, come doni preziosi, tre dichiarazioni intrise di poesia.
Nel finale che abbandona il surreale per ancorarsi alla realtà, si assiste in rapida sequenza:
1 – Alla dichiarazione d’amore incondizionato di una madre verso il figlio a cui chiede solo di essere ricordata.
2 – Ad una dichiarazione d’amore disperato del più improbabile e desueto fotografo al mondo, che prescinde dalla presenza di una pellicola su cui imprimerlo.
3 – Ad una dichiarazione d’affetto universale tra un’algerina, da cui traspare l’antica bellezza, ed un astronauta algido albino ed apparentemente anaffettivo.
4 – Al disvelamento del mistero che ha attraversato le tre storie parallele nel condominio dei cuori infranti sotto forma di grido inquietante
Il tutto annegato nello squallore e nella desolazione di un non luogo che esalta la narrazione e rifugge il compiacimento degli effetti e delle immagini.
Si esce sollevati e grati al regista per 100 minuti 100 di surrealtà incastonata in emozioni profonde.
Da vedere assolutamente
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